NON CI SIAMO, neanche un po’.
Vi siete mai chiesti perché da qualche anno a questa parte comprare della frutta o della verdura è diventato un lusso da pochi?
Un bell’articolo di Repubblica dell’altro ieri ce lo spiega chiaramente e mi preme evidenziarlo, perché come al solito a fare le spese di tutto è l’ultimo anello della catena: il consumatore martoriato.
Cominciamo da questa piccola tabella:
| Frutto | Prezzo del produttore | Prezzo al consumatore | Ricarico Al Consumo |
| Albicocche | 0,65 | 2,10 | 323% |
| Pesche | 0,35 | 1,70 | 485% |
| Zucchine | 0,30 | 1,30 | 433% |
| Pomodorini | 0,35 | 2,00 | 571% |
| Carote | 0,10 | 1,00 | 1000% |
Importi espressi in Euro
Bene.
Il senso di disgusto può essere notevole, eppure sembra proprio che i distributori la facciano da padrone in questo settore: un miraggio ormai quello di un mercato concorrenziale dove il prezzo di un prodotto sia determinato dall’incontro tra domanda e offerta. Solo sogni. Solo teorie economiche probabilmente passate di moda.
Dall'altra parte invece il sogno lascia spazio a quei prezzi: fin troppo reali.
Forse è proprio per questo che l’antitrust (sì, è vero ragazzi, esiste) sta indagando su questo settore economico poiché sembrerebbe proprio che il prezzo del produttore poco importi ai distributori e ai dettaglianti: finchè c’è qualcuno disposto a pagare un determinato prezzo, nonostante l’abbondanza dei raccolti e le svariate condizioni favorevoli che si possono susseguire e che soprattutto possano abbassare il prezzo.
Sono delle iene, pronte a rubarci se posso, e a fare i loro extraprofitti in maniera scorretta, facendo leva soprattutto sulla nostra completa DISINFORMAZIONE.
E’ bene che voi sappiate quindi.

